Udine Atto

Attuazione DPCM 10.03.2017 – Contributo per concorso spese di funzionamento degli Uffici Giudiziari fino al 31 agosto 2015. (N. 2017/00348)

Delibera della Giunta comunale N° 2017/00348 del 19 settembre 2017

Presentazione
Discussione in Commissione
Discussione in Consiglio
Approvazione
6.9.2017
  • 19.9.2017
  • approvato


Firmatari

  • Cinzia Del Torre
    Assessore al Bilancio e all'Efficacia organizzativa
    Monitorato da 6 cittadini

Testo

LA GIUNTA COMUNALE

Ricordato che l'art. 1 della Legge 392/41 così disponeva “Fermo il disposto dell'art. 6 del regio decreto 3 maggio 1923, n. 1042, per quanto concerne i locali ed i mobili della Corte di cassazione del Regno e degli Uffici giudiziari che hanno sede nel palazzo di giustizia di Roma (6), a decorrere dal 1° gennaio 1941 sono obbligatorie per i Comuni:



            1° le spese necessarie per il primo stabilimento delle Corti e Sezioni di Corti di appello e relative Procure generali, delle Corti di assise, dei Tribunali e relative Regie procure, e delle Preture e sedi distaccate di Pretura;



            2° le spese necessarie per i locali ad uso degli Uffici giudiziari, e per le pigioni, riparazioni, manutenzione, illuminazione, riscaldamento e custodia dei locali medesimi; per le provviste di acqua, il servizio telefonico, la fornitura e le riparazioni dei mobili e degli impianti per i detti Uffici; nonché per le sedi distaccate di Pretura, anche le spese per i registri e gli oggetti di cancelleria;



            3° le spese per la pulizia dei locali innanzi indicati esclusa quella nell'interno delle stanze adibite agli Uffici alla quale attendono o gli uscieri giudiziari a termini dell'art. 175 del testo organico approvato con R decreto 28 dicembre 1924, n. 2271, ed in loro mancanza dei giornalieri a' sensi del R. decreto 7 marzo 1938, n. 305, ovvero, negli Uffici giudiziari ai quali giusta la tabella organica non è addetto alcun usciere, le persone nominate dai capi degli Uffici medesimi a norma dell'art. 141, lettera F), del regolamento generale giudiziario approvato con R. decreto 14 dicembre 1865, n. 2641.”


Rilevato inoltre che a decorrere dal 1° settembre 2015 “...le predette spese obbligatorie di cui al primo comma sono trasferite dai comuni al Ministero della giustizia e non sono dovuti ai comuni canoni in caso di locazione o comunque utilizzo di immobili di proprietà comunale, destinati a sedi di uffici giudiziari, in forza dell'art. 1 comma 526 della Legge 190/14.”


Ricordato inoltre che l'art. 2 della predetta norma, prevedeva l'erogazione di un “contributo” a favore dei Comuni sedi di Uffici Giudiziari;

Atteso che sul tema della natura del predetto “contributo”, oltre che soprattutto sulla totale sattisfattività del “contribuito” medesimo, rispetto alle spese effettivamente sostenute dagli Enti Locali, si è innescato un contenzioso tra alcuni Comuni sedi di Uffici Giudiziari e lo Stato;

Evidenziato che tale contenzioso ha trovato un primo punto fermo nella Decisione della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n. 15151 del 20 luglio 2015, che pur esprimendosi in tema di giurisdizione, ha avuto modo di rilevare come “La L. n. 392 del 1941, art. 1 stabilisce che le spese di gestione degli Uffici giudiziari gravano obbligatoriamente sui comuni in cui detti uffici hanno sede (ciò, peraltro, solo fino al 31 agosto 2015, giacchè, ai sensi del comma 2 della disposizione come sostituito dalla L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 526, lett. a, tali spese, a decorrere dall'1 settembre 2015, sono trasferite al Ministero della Giustizia). Il successivo art. 2 prevede, a favore dei comuni gravati ai sensi della disposizione precedente, un mero "contributo" a carico dello Stato, che, in esito alle modifiche apportate dal D.P.R. n. 187 del 1998, art. 1, comma 1, e ss., è annualmente determinato dal Ministro della Giustizia di concerto con i Ministri del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica e dell'Interno, in riferimento alle "spese effettivamente sostenute dai comuni nel corso di ciascun anno" ed agli "stanziamenti del bilancio di previsione della spesa del Ministero della giustizia";


Atteso inoltre che la natura di mero “contributo” alle spese sostenute dagli Enti Locali da parte dello Stato, ai sensi della predetta L. 392/41, era già stata evidenziata dalla giurisprudenza delle Corti Amministrative (cfr. TAR Potenza sez. I, 11/01/2013 n. 25);

Dato atto che il Comune di Udine, in attuazione della predetta L. 392 del 24 aprile 1941 ha sempre sostenuto le spese degli Uffici Giudiziari presenti sul suo territorio con presentazione della relativa rendicontazione, fino al definitivo trasferimento della competenza allo Stato con decorrenza 1 settembre 2015;

Atteso che risulta dagli atti che il Comune di Udine ha ricevuto formale comunicazione in merito alle somme ammesse fino all'anno 2009 mentre per gli anni successivi ha ricevuto erogazioni in acconto e saldo fino al 2014, inferiori alle somme rendicontate e senza comunicazione formale di riconoscimento del credito;

Dato atto che i principi contabili prevedono in merito ai contributi in oggetto da parte del Ministero di Giustizia che gli stessi fossero accertabili sulla base della formale comunicazione di riconoscimento del credito o in assenza sull'effettivo incasso e in caso di mancato incasso, in relazione al 70% dell'incassato nell'anno precedente; 

Considerato inoltre che i principi affermano che nell'esercizio in cui è incassato il saldo, si provvede ad eliminare eventuali residui attivi eccedenti;

Visto che fino all'esercizio 2014 il Ministero ha versato le somme a titolo di saldo, anche se inferiori agli importi rendicontati;

Richiamato l’art. 3 comma 4 del DPCM 10.03.2017 con il quale si dispone l’attribuzione, in favore dei Comuni sede di Uffici Giudiziari, di una somma a titolo di definitivo concorso dello Stato nelle spese di funzionamento di questi ultimi, sostenute sino al 31.08.2015;

Visto che il decreto ministeriale sopracitato prevede a favore del Comune di Udine una somma di € 1.536.926,15 da erogarsi in 30 annualità dal 2017 al 2046;

Vista la nota del Ministero della Giustizia Prot. m_dg.DOG. 10/08/2017. 0151185.U – avente per oggetto: “Contributo ai comuni per concorso alle spese di funzionamento degli uffici giudiziari sostenute sino al 31 agosto 2015 - attuazione di quanto previsto all'art. 3 comma 4 del dpcm 10.3.2017;

Considerato che al fine di rendere possibile l’erogazione delle somme previste, i Comuni interessati dovranno depositare presso il Ministero della Giustizia, una dichiarazione di rinuncia a qualsiasi ulteriore pretesa per il medesimo titolo unitamente a quella di inesistenza di giudizio o procedure esecutive pendenti;

Dato atto che l'Avvocatura del Comune conferma che non esistono giudizi o procedure esecutive pendenti in merito;

Accertato che la mancata trasmissione di tali documenti entro il 30 settembre 2017 impedirà al Ministero l’erogazione dei contributi assegnati;

Ritenuto di procedere come richiesto dal Ministero, al fine di ottenere almeno la parziale copertura delle spese sostenute dal Comune di Udine per gli Uffici Giudiziari presenti sul suo territorio, alla luce dei contenuti della previgente L. 392/41, della giurisprudenza sulla stessa formatasi e dei principi contabili,

Vista la L. 232 del 11 dicembre 2016, art. 1 comma 438;

Visti i pareri favorevoli, espressi ai sensi dell'art. 49, c. 1 del D.Lgs. 267/2000, dal Dirigente del Servizio Finanziario, Programmazione e Controllo, nonchè Responsabile del Servizio Finanziario, dott. Marina Del Giudice, e conservati agli atti presso l’Ufficio proponente,
DELIBERA

Di ottemperare alle richieste del Ministero della Giustizia in attuazione del DPCM 10.03.17, al fine di ottenere il contributo assegnato di euro 1.536.926,15, in 30 annualità di euro 51.230,87 ciascuna dal 2017 al 2046;

Di rinunciare pertanto a porre in essere qualunque pretesa giudiziaria, per il medesimo titolo oltre a quanto già concesso;

Di autorizzare il Dirigente responsabile del Servizio Finanziario a dare attuazione alla presente deliberazione, prevedendo la contabilizzazione conseguente delle poste a bilancio per gli anni 2017-2046, con contestuale eliminazione dei residui attivi attualmente previsti di euro 100.925,01.
L'ordine del giorno di cui sopra viene approvato dalla Giunta ad unanimità di voti espressi in forma palese.

Ad unanimità di voti, espressi in forma palese, la presente deliberazione viene altresì dichiarata immediatamente eseguibile, ai sensi della L.R. 21/2003 e successive modificazioni.