Udine Atto

Pilosio Maria, Francesca e Giovanni / Comune di Udine. Proposta di transazione. (N. 2017/00544)

Delibera della Giunta comunale N° 2017/00544 del 21 dicembre 2017

Presentazione
Discussione in Commissione
Discussione in Consiglio
Approvazione
28.11.2017
  • 21.12.2017
  • approvato


Firmatari

Testo

LA GIUNTA COMUNALE


Premesso che:

con atto di citazione notificato al Comune di Udine in data 14.4.2003 i sig.ri Pilosio Maria, Pilosio Francesca e Pilosio Giovanni convenivano avanti alla Corte d’Appello di Trieste il Comune di Udine, opponendosi alle stime definitive individuate dalla Commissione Provinciale;

si costituiva il Comune di Udine, rilevando la congruità dell’indennità di esproprio così come determinata dalla precitata Commissione Provinciale;

la Corte d’Appello con Sentenza n. 593/06 determinava il minor valore del fondo individuato al Foglio 20 mapp. 2464 in € 174.952,76.=; un tanto in aderenza alle conclusioni del C.T.U., che aveva appunto accertato che il fondo residuo per tale mappale era onerato per oltre il 60% del vincolo di fascia di rispetto stradale, riconoscendo quindi, sempre in aderenza alle conclusioni del C.T.U., un indennizzo pari al valore di esproprio ridotto del 50%, quindi pari a € 174.952,76.=;

avverso tale sentenza proponeva ricorso avanti alla Suprema Corte di Cassazione il Comune di Udine;

con la sentenza n. 3172/14, depositata in data 12.2.2014, la predetta Corte di Cassazione, in accoglimento del secondo motivo di ricorso, ha così statuito “in sede di rinvio la Corte territoriale dovrà, in base al principio sopra enunciato, rideterminare l’indennità di espropriazione parziale ed, atteso il carattere unitario della detta indennità, con conseguente esclusione di un giudicato interno sulla porzione di indennità relativa all’area espropriata, dovrà rideterminare la complessiva indennità tenendo conto del suo intero valore venale, ai sensi dell’art. 39 della legge n. 2359/1865, fermo restando il limite complessivo di € 304.938,44.=, non essendovi stata sul punto impugnazione da parte degli attori”;

il Comune di Udine, come sopra rappresentato, ha riassunto il Giudizio avanti alla Corte di Appello di Trieste, che con sentenza n. 399/2017 emessa in data 4.4.2017, pubblicata il 14.6.2017 e notificata il 19.10.2017, ha tra così deciso:


            “determina l’indennità di espropriazione dovuta a Pilosio Maria, Pilosio Francesca e Pilosio Giovanni in complessivi € 280.624,38 oltre interessi legali dal 31-8-2004 al 19-2-2007;



            autorizza il Comune di Udine a riscuotere presso la Cassa Depositi e Prestiti la differenza fra la somma già depositata e quanto determinato al capo precedente oltre all’indennizzo per l’occupazione coperto da giudicato interno;



            condanna il convenuto Comune al pagamento delle spese di lite che liquida per il primo grado negli importi già indicati nella sentenza parzialmente annullata, per il giudizio di legittimità in complessivi € 6.000,00 per compenso professionale oltre rimborso spese forfettario nella misura del 15%, IVA e Cassa Previdenziale come per legge; e per questo giudizio di rinvio in complessivi € 12.000,00 per compenso professionale, oltre rimborso spese forfettario nella misura del 15%, IVA e Cassa Previdenziale come per legge;



            pone a definitivo carico del Comune di Udine le spese di ctu liquidate nei decreti di questa Corte rispettivamente depositati in data 5-11-2005 e 18-11-2016.”


Atteso che con deliberazione giuntale n. 445 d’ord. del 14.11.2017 veniva disposto di promuovere un giudizio avanti alla Suprema Corte di Cassazione avverso la sentenza n. 399/17 della Corte d’Appello di Trieste pubblicata il 14.6.2017; 

Rilevato che nelle more della proposizione di tale appello, è intervenuta una trattativa con la controparte volta alla definizione del contenzioso medesimo;

Verificato che tale proposta si concretizza con la nota pervenuta in data 20.11.2017, sottoscritta dai signori Pilosio, contenente le seguenti previsioni: 

accettazione del versamento da parte del Comune di Udine, di un contributo omnicomprensivo alle spese legali di Cassazione e di rinvio alla Corte d’Appello, a saldo e stralcio, pari a € 5.000,00.=;

rinuncia del Comune di Udine a proporre ricorso in Cassazione avverso la sentenza n. 399/17 sul punto di condanna alle spese;

riconoscimento comune delle somme liquidate dalla sentenza n. 399/17 a titolo di indennità di esproprio, indennità di occupazione, oltre agli interessi legali dal 31.8.2004 al 19.2.2007 e relativo svincolo delle stesse;

Vista la relazione di data 24.11.2017 del Dirigente del Servizio Avvocatura;

Visto il parere del Collegio dei Revisori del 13.12.2017, allegato quale parte integrante;

Visti i pareri favorevoli, espressi ai sensi dell'art. 49, c. 1, del D.Lgs. 267/2000, dal Dirigente del Servizio Avvocatura, avv. Giangiacomo Martinuzzi, e dalla Responsabile del Servizio Finanziario, dott. Marina Del Giudice, e conservati agli atti presso l’Ufficio proponente

DELIBERA

di definire transattivamente la controversia insorta tra il Comune di Udine e i signori Pilosio Maria, Francesca e Giovanni ai patti e condizioni meglio descritte in premessa;

di precisare che la definizione transattiva della controversia avverrà attraverso la sottoscrizione di un atto di transazione;

di approvare quale parte integrante del presente atto il parere del Collegio dei Revisori citato in premessa, nonche la relazione dell’Avvocatura del 24.11.2017; 

di dare atto che il Comune di Udine verserà ai signori Pilosio l’importo complessivo di € 5.000,00.= a saldo e stralcio, a titolo di contributo alle spese legali di Cassazione e di rinvio alla Corte d’Appello, e che tale onere troverà copertura al capitolo 1980 “Risarcimenti” del PEG 2017;

di dare atto che a seguito della definizione transattiva di cui ai punti precedenti, passa in cosa giudicata la Sentenza della Corte di Appello n. 399/17.

L'ordine del giorno di cui sopra viene approvato dalla Giunta ad unanimità di voti espressi in forma palese.

Ad unanimità di voti, espressi in forma palese, la presente deliberazione viene altresì dichiarata immediatamente eseguibile, ai sensi della L.R. 21/2003 e successive modificazioni.