Udine Atto

Mozione di sentimenti del Consigliere Barel e altri avente ad oggetto il Disegno di Legge sulle dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari. (Presentata in data 23.02.2017) (N. 2017/MZ/00017)

Mozione del Consiglio comunale N° 2017/MZ/00017 del 23 febbraio 2017

Presentazione
Approvazione
23.2.2017

Firmatari

Testo

Il Consiglio Comunale

Premesso

che sembrano prossimi alla conclusione i lavori della Commissione Affari Sociali della Camera in merito al Disegno di Legge sul così detto ‘fine vita’, più propriamente "Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari";

richiamato

che il testo unificato in esame

valorizza le volontà del malato espresse sia in forma attuale (consenso informato) sia in forma anticipata (disposizioni anticipate di trattamento) ed anche in situazioni di emergenza ed urgenza;

sancisce il diritto del malato di rifiutare qualsiasi trattamento nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione e che tale volontà non comporta l’abbandono terapeutico del malato stesso;

dispone per la pianificazione condivisa delle cure e cioè per un approccio orientato al controllo della sofferenza, alla gestione dei bisogni psicofisici globali e ad un accompagnamento realizzato nel contesto delle cure palliative come previsto Legge 15 marzo 2010, n. 38 “Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, ove si afferma tra l’altro che le cure palliative e la terapia del dolore costituiscono obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale;

ricordato

che la Legge in esame vuol riconoscere la comunicazione, il consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento quale esigenza dei malati, dei familiari e dei sanitari;

che il documento (consenso informato e/o disposizioni anticipate di trattamento) è inserito nella cartella clinica o nel fascicolo sanitario elettronico e che tale documento può essere sempre modificato dal paziente stesso;

che la Legge in esame salvaguarda anche le dichiarazioni anticipate già redatte e depositate presso i Consigli notarili provinciali ovvero presso i Notai di fiducia;

atteso

che la proposta di Legge in questione pone al suo centro il principio secondo il quale “ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico o singoli atti del trattamento stesso e ha inoltre il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato”;

che il testo proposto nulla ha a che fare con l’eutanasia, ma dà applicazione al principio costituzionale della non obbligatorietà di un determinato trattamento sanitario, valorizzando negli stessi termini la capacità di decisione libera e responsabile delle persone, in opposizione al ‘determinismo’ che lega la volontà dell’uomo a cause e scelte non in suo potere;

che, nel contempo, il testo proposto mira alla tutela dei medici nello svolgimento della loro professione;

che uno stato laico non deve necessariamente tradurre in legge valutazioni fondate alla luce di determinate, pur rispettabili, interpretazioni religiose;

ricordato infine

che la stessa Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nel 2015 aveva introdotto nell’ordinamento regionale una legge sul fine vita che prevedeva e regolava un registro regionale delle “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento Sanitario”, poi bocciata dalla Consulta solo perché eccedente le prerogative legislative della Regione stessa;

che da più parti e dalla stessa famiglia Englaro, così duramente provata dalla tragica vicenda che l’ha coinvolta, l’approvazione della legge in questione è sentita come necessaria e doverosa per indicare regole certe, chiare e semplici, riguardo a una scelta per cui viene invocato il principio costituzionale del rispetto della decisione individuale;

paventando

che la attuale situazione politica nazionale possa portare ad un rinvio sine die della discussione in aula e alla approvazione di questa legge che è sentita innanzitutto come scelta di civiltà;

auspica vivamente

che il Sindaco e la Giunta vogliano adoperarsi perché non sia interrotto il cammino della proposta di legge in questione, sensibilizzando sull’argomento i Deputati e i Senatori eletti nella nostra Regione, e trasmettendo a tal fine la presente mozione di sentimenti agli uffici di presidenza della Camera e del Senato della Repubblica, al Ministro della Giustizia in carica, on. Andrea Orlando, e al Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Paolo Gentiloni.

In Udine, il 14 febbraio 2017.

f.to Mario Barel, Monica Paviotti, Stefano Sasset, Federico Filauri, Eleonora Meloni, Chiara Gallo, Furio Honsell, Massimo Ceccon, Michele Vicario, Maria Marion, Claudio Freschi.