Udine Atto

Mozione del Consigliere Berti e altri avente ad oggetto "Ritiro firme protocollo d’intesa passaggi a livello". (N. 2017/MZ/00010)

Mozione del Consiglio comunale N° 2017/MZ/00010 del 15 febbraio 2017

Presentazione
Approvazione
15.2.2017

Firmatari

Testo

Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio comunale la seguente mozione, collegata al quarto punto della richiesta di convocazione del Consiglio Comunale, datata 15 febbraio 2017 (PG/E 0015608 del 15 febbraio 2017) e presentata ai sensi dell’art. 39, comma 2 del D.Lgs 267/2000 e dell’art. 24, comma 3, dello Statuto comunale dal Consigliere Berti e altri avente ad oggetto “Ritiro firme protocollo d’intesa passaggi a livello”.

La mozione è del seguente tenore:

“IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che:

per il raddoppio del tratto ferroviario cittadino Bivio Vat-Via del Bon (circa 4 km) è stato sufficiente un anno di lavoro e si sono spesi 4,8 milioni di euro 

è difficile credere che per gli 800 metri rimanenti per raddoppiare anche la curva d’ingresso in stazione da sud ci vogliano 5 anni e che non bastino i 5,2 milioni rimanenti dei 10 stanziati;

il passaggio di locomotori e di mezzi tecnici avviene con estrema rarità e quindi la loro eliminazione (già promessa da RFI al sindaco e da lui alla cittadinanza 3 anni fa) è praticamente ininfluente;

se il 93% dei merci è già stato deviato, non si capisce quali passaggi “legislativi” e “tecnico-normativi” siano necessari per spostare il rimanente 7%;

i cittadini di Udine attendono non da 20, ma da oltre 50 anni la soppressione della linea di superficie con tutti i treni merci e passeggeri, a maggior ragione dopo l’interramento della tratta esterna avvenuto a metà anni ‘80;

se lo spostamento dei treni in trincea comporta aumento del rumore, lungo la tratta interrata (destinata comunque a essere parte fondamentale del Corridoio Baltico-Adriatico, linea ad alta capacità) c’è tutto lo spazio per barriere anti rumore;

se la tratta interrata venisse utilizzata per l’intero traffico in entrata e in uscita sulla linea Ud-Tarvisio, sparirebbe il “collo di bottiglia” al Bivio Vat;

l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Mariagrazia Santoro, focalizza l’attenzione sugli scali merci (Cargnacco, Cervignano, Trieste) che nulla hanno a che fare con la dismissione della tratta cittadina;

più volte, in seguito a lavori, la tratta interna è rimasta inutilizzata anche per parecchi giorni consecutivi e i treni sono comunque transitati nella circonvallazione senza problemi;

Considerato che:

non è mai stata fornita un’esaustiva relazione tecnica a giustificazione del mancato avvio della dismissione di una linea assolutamente antieconomica, se non altro per gli alti costi di manutenzione ordinaria e straordinaria in presenza di ben cinque passaggi a livello;

a meno di un mese dal voto su un documento approvato praticamente all’unanimità il quale impegna la Giunta regionale a fare pressione sul ministero competente per ottenere la dismissione della tratta cittadina “nel più breve tempo possibile”, il sindaco di Udine Furio Honsell e l’assessore regionale Santoro hanno sottoscritto un accordo che va nella direzione opposta, accettando che Rfi si limiti a effettuare una “valutazione di fattibilità tecnica dell’ipotesi di trasferimento del traffico sulla circonvallazione” tra 4-5 anni. Periodo nel quale, per “mitigare al massimo i disagi dei residenti”, Comune, Regione e Rfi istituiranno un tavolo tecnico permanente che prenderà in esame “le modalità viabilistiche, le esigenze di contenimento del rumore e le problematiche impiantistiche relative ai passaggi a livello”, a conferma della dubbia disponibilità di Rfi a dismettere la tratta;

INVITA IL SINDACO

a ritirare la firma dal protocollo d’intesa con Rete ferroviaria italiana sui passaggi a livello che tagliano in due la città;

a domandare all’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Mariagrazia Santoro di fare altrettanto.


Udine, 15/02/2017

f.to Enrico Berti, Mario Pittoni, Maurizio Vuerli, Paolo Pizzocaro, Renzo Pravisano, Giovanni Marsico, Lorenzo Bosetti, Mirko Bortolin, Antonio Falcone, Vincenzo Tanzi, Loris Michelini”